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tradimenti

Asia cap 27


di MissSerena
15.06.2026    |    346    |    1 7.6
"“No anche se l’idea mi ha stuzzicato più di una volta, ma mi rendo conto che non avrebbe alcun senso fare la puttana per denaro..."
Quello che era successo con le due gemelle aveva scosso profondamente Amedeo, che forse non immaginava a che punto poteva arrivare la depravazione di una donna. Anche se in cuor suo sapeva che non mi sarei mai ridotta a quei livelli, sapevo che era preoccupato di quello che poteva succedere mentre ero con più di un uomo, anche se cercava di scherzarci sopra riuscendoci però malissimo.
Quella sera poi era in programma una “semplice scopata” con un nuovo bull, ma questi aveva dovuto rimandare per un guasto alla sua auto. Così dopo cena eravamo rimasti solo a guardare la televisione, senza però neanche accorgerci che era sintonizzata su un canale di corse dei cavalli.
“Potremmo andare al cinema, se ci pensi è un po’ che non usciamo insieme.” mi propose Amedeo rompendo un silenzio fra noi che stava diventando pesante.
“Sinceramente non ne ho proprio voglia.” gli risposi sbuffando “Se però ne hai voglia potremmo fare qualche nuovo giochino noi due, e se ora ci pensi tu è davvero tanto che non lo facciamo se non dopo qualcos'altro.”
“E cosa avresti in mente mia dolce regina ?” mi chiese iniziando a fare il ruffiano ben sapendo che non avrei mai ceduto alle sue lusinghe.
“Non te lo dico, però puoi sempre spogliarti e lasciarmi carta bianca, e se proprio non ti dovesse piacere qual che faccio, puoi sempre fermarmi anche se sono certa che non lo farai.”
Conoscendo fin troppo Amedeo sapevo che non avrebbe resistito alla curiosità, ed infatti dopo qualche manfrina, più per far vedere che non stava cedendo subito che altro, si spogliò rimanendo nudo davanti a me in attesa di una mia disposizione.
Guardandolo bene il mio fidanzato non era certamente fatto male, a parte il non avere di fatto un pene degno di questo nome, anzi aveva un fisico di tutto rispetto che lo faceva sembrare quasi più alto di quel che fosse. I pettorali erano ben segnati pur senza esagerare, la vita sottile al punto giusto, e anche se non li potevo vedere sapevo che i glutei erano più sodi di quelli di molte donne.
Feci sdraiare Amedeo al centro del letto per poi mettermi al suo fianco ed iniziare a masturbarlo con una mano, mentre con l’altra gli palpavo i testicoli per farlo venire il prima possibile, ben sapendo che avrebbe avuto almeno due orgasmi in pochi minuti. Mi ritrovai così la mano piena del suo sperma, e come prima punizione gliela feci leccare facendo sì che tirasse fuori la lingua mettendola in bella mostra.
“Bravo il mio porcellino, ora che ti sei scaricato vieni a leccarmi la fica, ma camminando a quattro zampe come un cagnolino.” gli dissi mentre m’andavo a sedere su un divano per poi spalancargli le gambe per farlo eccitare ancora di più.
Lui ubbidì gattonando verso di me, prima di mettermi la testa fra le cosce e leccarmi la passera con la sua consueta devozione. Col passare del tempo Amedeo era diventato un vero e proprio maestro dei rapporti orali, e non solo perché era l’unico modo in cui riusciva a farmi godere.
Iniziava col leccarmi appena sopra il buchetto per poi risalire sino all’inizio dello spacco, e quindi ridiscendere succhiando quasi con avidità le grandi labbra, che così stimolate s’aprivano permettendogli di passare la lingua più e più volte prima di scendere per l’ultima volta verso il clito che trattava come se fosse un piccolo pene, prendendolo fra le labbra che poi strofinava facendomi impazzire di piacere.
“Sì, leccamela bene così dopo ho ancora più voglia di scoparti.” gli dissi quasi schiacciandogli la testa fra le mie gambe.
Anche se mi ero presa la sua verginità anale già da tempo, la sola idea di indossare uno strap-on per farlo mia come se fosse lui la donna della coppia, era un qualcosa che m’eccitava sempre tantissimo, e del resto anche Amedeo oramai non solo non protestava in alcun modo, ma anzi a volte era lui a chiedere d’esser sodomizzato da me.
Per farlo sentire ancor più partecipe di quello che avevo in testa, feci prendere a lui lo strap-on, ritrovandomi il secondo per grandezza, che era però molto indicato per il sesso anale.
“Vedo che la mia troietta stasera ha voglia di farsi sfondare per benino.” gli dissi mentre fissavo la protesi usando le cinghiette “Però prima mettiti sulle mie gambe perché voglio punirti un po’ per la tua sfrontatezza.”
“Vuoi sculacciarmi ?” mi chiese alquanto interdetto.
“Sì ma credimi sarà qualcosa di molto diverso da come lo stai immaginando.”
Senza mostrarsi molto convinto Amedeo si sdraiò sulle mie gambe, mettendo le chiappe proprio sopra la mia gamba destra, dopodiché presi a colpirlo ma all’inizio senza metterci alcuna forza. Man mano che andavo avanti aumentai la decisione con la quale lo stavo sculacciando, ma non arrivando mai a fargli realmente male, in quanto non m’interessava in alcun modo procurargli del dolore, ma solo umiliarlo.
Anche quando sentii fin troppo chiaramente la sua erezione non cambiai in alcun modo il mio modo di fare, se non quando iniziai ad alternare i colpi a lenti passaggi delle dita lungo il solco delle chiappe, facendo sempre più pressione quando arrivavo al suo buchetto.
Quando infine presi l’olio per prepararlo al meglio alla penetrazione, Amedeo quasi mi venne sulla coscia, il che fu un buon pretesto per farlo mettere carponi e dargli della puttanella in calore.
“Perché non la finisci con questa manfrina e ti apri da solo le chiappe.” gli dissi mentre mi mettevo dietro di lui “Tanto lo so che non vedi l’ora che t’inculi peggio d’una troia.”
Lui mi chiese solo di non fargli male ben sapendo che l’ultimo dei miei pensieri era procurargli del dolore; quindi, s’allargò le chiappe come gli avevo chiesto.
“Sai per una volta voglio che tu ti senta come me quando mi prende uno come Rodrigo.” gli dissi facendo entrare solo la punta del fallo per poi far scendere dell’altro olio lungo l’asta “Quindi guai a te se provi a toccarti il cazzo o protestare in alcun modo.”
“Vuoi proprio che sia la tua troia e …”
Non gli feci finire la frase perché gli spinsi nel retto tutto il fallo togliendogli il fiato e quindi la parola, ma poi bastarono poche spinte per sentirlo gemere e non certo per il dolore.
“Vedi che sei solo una troia vogliosa di cazzo.” gli dissi mentre lo scopavo “E non ti credere che non sappia che non ti faresti mai scopare da un uomo, anzi il fatto d’essere la mia puttanella personale mi piace e mi fa eccitare ancor di più; quindi, non ti rimane che sborrarti addosso per dimostrare a te stesso quanto sei porco.”
Amedeo cercava di resistere per non darmi partita vinta, non rendendosi conto che quando s’avvicinava troppo all’orgasmo, ero io a rallentare per non farlo venire e continuare quel perverso gioco dove lui era la vittima ed io il carnefice.
“Scommettiamo che ti faccio sborrare in meno di dieci secondi ?” gli domandai sapendo che era fin troppo facile vincere.
“Sì ma solo se dopo continuiamo.” mi rispose senza alcun pudore.
Lo feci girare per riprendere a sodomizzarlo, ma potendo allo stesso tempo prendergli il cazzetto in mano e farlo venire forse anche in meno del tempo stabilito.
“Ora leccami la mano.” gli dissi mettendogli il mio palmo sporco del suo seme quasi in bocca “Così dopo ti rompo il culo ma con qualche variante, giusto per rendere la cosa più divertente e godereccia.”
Amedeo leccò quasi avidamente la mia mano per poi farsi condurre in camera, dove gli misi delle manette ai polsi e lo bendai, prima di farlo sdraiare al centro del letto e quindi potermi mettere al suo fianco.
“Sai che sapere di averti come mia troietta mi eccita tantissimo.” gli dissi prendendogli nuovamente il pene in mano mentre gli davo dei piccoli baci sul collo e vicino alla bocca “E credimi con una donna mi piace di meno che con te. So che scoparmi una come Valentina è qualcosa di unico, ma con te è diverso anche se ti posso fottere solo nel culo.”
“Asia ti prego ho il cazzo in fiamme.” mi confessò sperando che smettessi di masturbarlo.
“Lo so e credimi non ho nessuna intenzione di smettere, perché è giusto che mentre godi soffri anche un pochino, anzi sai che ti dico ? Ti metto un bel stimolatore per la prostata così il cazzetto ti rimane bello duro mentre ti faccio una sega dopo l’altra.”
Presi quello che in fondo era un plug per uomini, e lo misi nel retto di Amedeo per poi accenderlo alla massima velocità, e riprendere quindi la mia dolce tortura nei suoi confronti.
Per farlo eccitare ancor di più gli ricordai di quando per il mio compleanno, m’aveva fatto conoscere Tonino, Anselmo e soprattutto Romero, che m’avevano girata come un calzino, trattandomi peggio d’una troia.
Sentivo il suo pene caldissimo, e per dargli un po’ di tregua glielo presi in bocca ricoprendolo in poco tempo di saliva, ma non appena provai a segarlo lui quasi urlò per il dolore.
“Amore ti supplico fammi quello che vuoi ma non toccarmi più il cazzo.” mi disse quasi con le lacrime agli occhi.
“Come vuoi te ma se non posso avere il tuo cazzo avrò il tuo culo.” gli risposi poggiando nuovamente la punta dello strap-on contro il suo ano.
Se prima m’ero divertita a sbatterlo come se fosse una donna, ora lo feci mio con dolcezza, come se volessi fargli sentire il mio amore con quella che era la più classica delle inversioni di ruoli. Tenendogli le gambe aperte mi sdraiai su di lui per poterlo baciare ogni volta che lo volessi, baci che ricambiava con una passione che non aveva mai tirato fuori. Per la prima volta mi sentii davvero unita ad Amedeo, e poco importava che fossi io quella attiva mentre lui subiva i miei affondi.
Anche quando lo feci girare per metterlo a pancia sotto, non volli che si sistemasse carponi perché la trovai una posizione poco adatta a quel momento, così mi sdraiai nuovamente su di lui per penetrarlo e sentirlo ancora mio.
Amedeo taceva forse per paura di rompere quel momento così magico, ma i suoi gemiti erano fin troppo chiaramente di piacere, e non si lamentava più per il bruciore al pene, che di certo non era scomparso.
Non so per quanto andammo avanti senza risparmiarci in alcun modo, per finire solo quando fui talmente esausta da non riuscire più a muovere non solo il bacino, ma tutto il corpo.
“Prometto che se mi togli le manette faccio il bravo, ma credimi mi stanno facendo male i polsi.” mi disse timidamente quasi avesse paura di rompere il silenzio che si era creato.
“Non voglio che fai il bravo ma che mi fai godere.” gli risposi liberandogli le mani e togliendo la benda che ancora gli impediva di vedere.
Lui mi slacciò lo strap-on per poi accucciarsi fra le mie gambe e leccarmi la passera, ma dopo quei momenti così intensi quello che stava facendo doveva essere solo un preludio a qualcosa di molto più sostanzioso. Per un attimo dimenticai che non era in grado di scoparmi, e fra l’altro l’avevo letteralmente smontato, ma volevo ad ogni costo provare il piacere della penetrazione, così gli fissai quello stesso strap-on che avevo da poco tolto e quasi gli ordinai di fare l’uomo.
“Asia ti prego sono a pezzi.” mi disse sconsolato.
“Allora sdraiati o non riesci neanche a non fare nulla.” gli risposi indispettita da tanta passività.
Lui ubbidì felice che provvedessi a fare tutto io, così potei impalarmi su quel fallo finto e dare sfogo alle mie voglie, ma non senza umiliarlo per la mancanza da parte sua di qualunque forma di mascolinità.
“Domani mi vesto da troia e mi faccio scopare dal primo che trovo, anzi dai primi due perché uno solo non mi basta.” gli dissi mentre di fatto mi stavo masturbando usandolo come base per il fallo “Anzi sai che ti dico vado in uno di quei grossi alberghi del centro, così magari mi scambiano per un puttana e tiro su qualche soldo, che ne pensi posso chiedere cinquecento euro per farmi scopare ?”
“Asia ti scongiuro non fare cazzate.” mi chiese con un filo di voce.
“Allora piantala di frignare e fai l’uomo.” gli risposi mettendomi carponi davanti a lui.
Se pur sfinito Amedeo mi prese da dietro, scopandomi grazie allo strap-on sino a farmi avere un orgasmo, che pur non essendo uno di quelli che si potrebbero definire memorabili, riuscì a soddisfare la mia voglia di piacere.
“Davvero vorresti fare una marchetta ?” mi chiese con una certa curiosità mentre ci mettevamo a letto.
“No anche se l’idea mi ha stuzzicato più di una volta, ma mi rendo conto che non avrebbe alcun senso fare la puttana per denaro.”
“Perché tanto i conti li pago io.”
“No coglione perché anche se a modo mio ti amo.”
Amedeo rimase qualche secondo in silenzio, poi mi strinse a sé per darmi il bacio più bello del mondo, quello di un uomo che ama una donna.
E poco conta chi dei due porti realmente i pantaloni.

Alla prossima settimana per il gran finale
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